sabato 16 ottobre 2010

Terremoti, eruzioni e dischi volanti? E' tutto spiegabile...

Molto spesso, in concomitanza con fenomeni sismici abbastanza rilevanti, capita di imbattersi nelle testimonianze di presunti avvistamenti di strani globi luminosi, dei più disparati colori, capaci di evoluire nel cielo soprastante le zone colpite dal terremoto. Tali fenomeni, segnalati sia nelle fasi immediatamente precedenti, che contemporanee o successive a diversi terremoti - talvolta addirittura filmati da alcuni dei testimoni - sono comunemente attribuiti alla presenza di velivoli di origine extraterrestre. 
In una parola: agli U.F.O.
Spesso, anche i giornali hanno ripreso quanto affermato dai testimoni i quali - in assoluta buona fede - affermavano di aver visto con i propri occhi delle manifestazioni luminose, dalla caratteristica forma globulare, volteggiare nel cielo, scindendosi e rifondendosi insieme, più volte, per poi scomparire nel nulla.
Analoghi fenomeni sono stati descritti, filmati o fotografati, anche prima di eruzioni vulcaniche, un po' ovunque in giro per il mondo.
Questo, ovviamente, ha alimentato una ridda di congetture piuttosto fantasiose, spesso al limite del ridicolo!
Si sarebbe infatti diffusa la voce secondo la quale, alla base dei fenomeni sismici e vulcanici, ci sarebbero proprio loro, gli extraterrestri. Dotati di qualche mirabolante tecnologia, sarebbero in grado di dirigere gli eventi naturali in modo da poter scatenare le forze della Natura e provocare devastanti sciagure.



Aumentare lo stress litosferico lungo i margini di una faglia, oppure provocare una violenta eruzione vulcanica per devastare un'area geografica, anche piuttosto ampia, farebbe dunque parte di una oscura manovra extraterrestre, volta a conquistare il pianeta Terra e le sue risorse.
Beh, diciamo che se volessero davvero conquistare la Terra, di sicuro gli extraterrestri sceglierebbero una strategia ben più diretta ed estesa! Un sisma o un'eruzione, per quanto catastrofici, sono comunque circoscritti ad una determinata area, e non so che valenza avrebbero scatenati così, di tanto in tanto, ora qui ora la...
Secondo altre teorie, decisamente meno catastrofiste, gli extraterrestri vorrebbero invece avvertire l'Uomo dell'imminenza di certe sciagure, sorvolando le zone nelle quali, grazie ad un'avanzatissima tecnologia, avrebbero previsto lo scatenarsi di un violento fenomeno naturale.
Anche in questo caso, la cosa appare assolutamente poco credibile. Come spererebbero, dall'alto della loro civiltà, che limitandosi ad un ipotetico sorvolo della zona, gli umani possano intuire l'approssimarsi di un sisma?
I presunti avvistamenti, poi, sono centinaia, migliaia nel mondo, ma solo raramente coincidono con manifestazioni vulcano-sismiche!
Dovremmo dunque dedurre che anche i precursori sismici di origine "extraterrestre", al pari di quelli attualmente utilizzati nella sorveglianza sismica, siano fallaci, incapaci di prevedere un sisma.
In realtà, la faccenda è del tutto spiegabile in termini scientifici. Infatti, spesso, è proprio la carenza di cultura scientifica di base (specialmente qui in Italia!) ad alimentare voci e teorie, ed armare il braccio di sedicenti esperti di "cose misteriose".
Le rocce della litosfera altro non sono che degli aggregati amorfi di sostanze minerali. Senza addentrarci nell'affascinante e complesso mondo della mineralogia, basterebbe ricordare che, tra i minerali costituenti la crosta terrestre, quello più abbondante risulta essere il quarzo (SiO2). Tale minerale, per chi non lo sapesse, è caratterizzato da spiccata piezoelettricità. Cosa significa? Semplice: il quarzo, al pari di qualsiasi altro minerale piezoelettrico, sottoposto a trazione, compressione o torsione, genera un campo elettrico.
Tale campo elettrico è dovuto al fatto che, nella sollecitazione meccanica indotta sul cristallo, sulle facce contrapposte si posizionano cariche opposte, rendendo del tutto simile il cristallo alla struttura di un condensatore. Il processo è reversibile ovvero, applicando al cristallo una differenza di potenziale, viene indotta una deformazione meccanica.
Tale proprietà è alla base degli svariati usi del quarzo (come di altri minerali dotati dalla stessa caratteristica) come, ad esempio, la realizzazione di orologi (detti appunto al quarzo), nei quali il movimento delle lancette è dovuto al campo elettrico indotto dalla pila sul quarzo, che viene deformato continuamente, permettendo in tal modo l'avanzamento delle lancette.
Analogamente, negli accendini piezoelettrici, il quarzo viene utilizzato per creare il campo elettrico che genera la scintilla con la quale accendiamo il gas, per scaldare il caffé o cuocere gli spaghetti.
Il principio è il medesimo.
A cosa ci porta, tutto questo?
Torniamo alla roccia, allora. 
E' evidente come il quarzo, presente in enorme quantità nelle rocce della crosta terrestre, sottoposto alle immani forze tettoniche agenti, subisca un evidente compressione dando luogo, appunto, al fenomeno della piezoelettricità. Ovviamente, su scala molto maggiore di quanto non avvenga all'interno della cassa di un orologio, o dentro un accendino!
Da tempo, infatti, è noto come le sollecitazioni tettoniche pre-sismiche inducano un cambiamento nel campo geoelettrico locale, emettendo radiazioni elettromagnetiche su diverse lunghezze d'onda, delle quali solo quelle a più bassa frequenza si propagano fino in superficie, dove interagiscono con l'atmosfera.
A tutto ciò si associa una contemporanea, breve e delimitata, alterazione del campo geomagnetico.



L'insieme delle alterazioni del campo elettromagnetico, con emissione di onde a bassissima frequenza, provoca dei fenomeni luminosi di tipo globulare (dovuti presumibilmente alla presenza di plasma), frutto dell'interazione tra le radiazioni emesse e l'atmosfera. 
In un esperimento, qualche anno fa, un blocco di granito sottoposto a compressione in laboratorio, ha generato dei globuli molto luminosi, capaci di evoluire fondendosi e scindendosi ripetutamente, dovuti quasi certamente alle alterazioni elettromagnetiche subite in conseguenza dell'enorme forza applicata.
Proprio come nel caso dei fantomatici U.F.O. che accompagnano i terremoti, quindi!
Se pensiamo a quanto la forza di un sisma reale possa essere superiore a quella di un semplice esperimento di laboratorio, appare chiaro come possa essere del tutto spiegabile il fenomeno dei globuli luminosi che accompagnano, spesso, i terremoti.
Ok, ma per quanto riguarda le eruzioni vulcaniche?
Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un fenomeno altamente energetico, caratterizzato da una serie di eventi collaterali che potrebbero spiegare le manifestazioni luminose.
Prima di un'eruzione, i movimenti di risalita del magma attraverso la crosta terrestre, verso la superficie, originano prolungati attriti con le rocce circostanti, che si traducono in fenomeni sismici strettamente localizzati nell'area circostante il vulcano. In oltre, nella fase eruttiva, si registrano emissioni considerevoli di sostanze volatili dovute al degassamento magmatico: vapore acqueo, anidride solforosa, anidride carbonica e acido cloridrico, sono solo i principali di questi prodotti, che vengono immessi in atmosfera a temperature molto elevate (>400°C).
A ciò si aggiungono le ceneri le quali, ad altissima temperatura, generano continuamente urti tra le particelle, inducendo un campo elettrico capace di generare scariche ad elevatissimo voltaggio, che si manifestano spesso come flash luminosi.



Sommando dunque l'alterazione elettromagnetica locale operata dagli sciami sismici (terremoti deboli ma numerosissimi), la presenza di gas ad elevata temperatura in atmosfera, e l'enorme quantità di vapore acqueo, che origina spesso nubi che scaricano enormi precipitazioni contemporanee all'eruzione (alla base dei pericolosissimi lahar, colate di fango ad elevata temperatura), si comprende facilmente come sia possibile anche in questo caso assistere a fenomeni luminosi di natura globulare (ma non solo).
Quanto detto, spiega anche i fenomeni sonori associati a dette sfere di luce. Le onde sismiche P, capaci di muoversi indistintamente - seppur con variazioni di velocità - in ogni mezzo (solido, liquido ed aeriforme), giunte in superficie interagiscono con le particelle dell'atmosfera, provocandone la vibrazione ed il tipico boato da terremoto.
Per quanto riguarda invece le onde a bassissima frequenza, queste sarebbero capaci di interferire con la rete neuronale animale, inducendo fenomeni di "elettrofonia", ovvero di percezione del rumore elettromagnetico. Gli animali, particolarmente sensibili a questa sorta di ronzio, avvertono prima dell'uomo tale stimolo, percepito come un fastidio, che spiega la "preveggenza" propria di cani, gatti, mucche e cavalli (è inutile dilungarsi oltre...) nei confronti di sismi e fenomeni vulcanici.
Nulla di arcano, quindi, contrariamente a quanto sostenuto dalla pletora di ufologi (spesso improvvisati) che, dopo un sisma, puntualmente, riferiscono di strani avvistamenti, di luci globulari capaci di muoversi, evoluire, fondersi e... scomparire poi nel nulla!
A volte, dietro tanti arcani, si nascondono spiegazioni scientifiche neanche tanto "aliene" per restare in argomento...
Basterebbe solo meno credulità, ed un po' più di... scienza!

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